Uno dei concetti chiave del Vangelo di Marco per rivelarci l’identità di Gesù è quello del Regno di Dio, di autorità, di potenza. Gesù stesso ne parla continuamente e lo fa non perché fosse un’efficace metafora in un’epoca nella quale la forma di governo consueta fosse l’impero o la monarchia. Se Gesù predicasse oggi non muterebbe il messaggio e non parlerebbe di una nuova forma di democrazia. Parlerebbe ancora di Regno di Dio.
Questo perché stava annunciando che finalmente il regno di Dio, l’azione di Dio, la manifestazione della Sua presenza, l’avanzamento della Sua azione si stavano per realizzare. Le promesse dell’Antico Testamento così tanto attese stavano per adempiersi.
Siamo chiamati a condividere noi stessi, la nostra storia,
quello che abbiamo ricevuto, con il mondo, mostrando tutto il processo che ci ha portato e che ci porta da com’eravamo all’inizio fino alla vittoria, così facendo arricchiamo il corpo di Cristo e portiamo altre persone a Lui.
Quando Gesù ha detto: “Io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà mai più fame e chi crede in me non avrà mai più sete”, voleva dire che solo Lui avrebbe soddisfatto realmente la nostra fame e la nostra sete. Ma ha anche detto: “Guai a voi che siete sazi, perché avrete fame”.
Gesù è il vero pane e una volta scoperto non cercheremo altrove. Ma è un pane quotidiano, da mangiare ogni giorno.
Ma, ecco il segreto: Bisogna avere fame per mangiare.
Non indurire il tuo cuore, non permettere che sia un terreno duro!
Dissoda il terreno, smuovi la terra, togli le erbacce, le pietre e le radici morte!
Permetti all’acqua della Parola (che è vivente, efficace, affilata) di penetrare nelle profondità del tuo cuore per portare vita e luce.
Una delle scoperte in campo scientifico che più sta prendendo spazio nelle discussioni è quella dell’Intelligenza artificiale. Il termine “artificiale” si contrappone a naturale, che in sé ricomprende diversi tipi di intelligenze: emotiva, sentimentale, musicale... che si contrappongono a un’altra intelligenza molto diversa: l’intelligenza spirituale.
Inutile dire che per un credente è quest’ultima l’unica che sia in grado di dischiudere i tesori spirituali che Dio ha preparato per noi. Attraverso una storia, capiremo meglio di cosa stiamo parlando.
Nel vanto l’uomo manifesta su cosa fa affidamento nella vita e su che cosa costruisce la propria esistenza.
Secondo Paolo, ci sono solo due tipi di vanto radicalmente diversi e quindi due modi contrapposti di costruire la propria esistenza. Il cristiano rifiuta il vanto che si basa sulla carne, ma costruisce la propria vita esclusivamente sull’opera compiuta da Cristo Gesù sulla croce.
Può Gesù cambiare idea? È mai accaduta una cosa del genere?
Questa storia ci racconta qualcosa di straordinario accaduta a Gesù per mezzo di un incontro con una donna e che ancora oggi parla alle nostre vite.
Non ci stiamo tentando, stiamo vincendo. Il credente è però consapevole che c’è una battaglia spirituale che affrontiamo personalemente, ma che riguarda tutto il corpo di Cristo. Non possiamo sapere da dove arriverà l’attacco, ed è per questo che dobbiamo indossare l’intera armatura. Ed è una battaglia spirituale, quindi da combattere con armi spirituali, in primo luogo la Parola e la preghiera.
Come chiesa siamo chiamati a prenderci cura l'uno dell'altro. Non dobbiamo mai perdere di vista che proprio ciò che ci rende chiesa è vivere la vita insieme. Vivere le gioie e i dolori insieme. Vivere i successi e i fallimenti insieme.
Noi siamo le piante, la chiesa è il vaso, Le persone il sottovaso. Tu sei il sottovaso di chi ti sta affianco.
Non ci stiamo tentando, ma ci stiamo credendo e ci stiamo allenando.
Stare con Gesù, vivere con Lui, imparare ad agire come Lui, e senza che te ne accorgi, senza sforzi colossali, ti ritrovi a fare quello che mai avresti pensato. Senza sforzo, ma il percorso c’è stato, la strada è stata fatta insieme con Gesù e con gli altri discepoli.
