La storia di Giona, anche se non del tutto positiva, è un grande insegnamento per noi. Ci insegna che non sempre ci piace quello che Dio ci dice di fare, ma dobbiamo ubbidire. La disubbidienza mette in pericolo anche le persone vicine a noi. Dio ci da sempre una seconda possibilità. Nonostante la seconda possibilità Giona non era d’accordo con Dio. La Bontà di Dio era troppo per Giona.
La cultura di un popolo è l’atmosfera stessa nella quale vive. È una fragranza che tocca e trasforma chiunque ne viene toccato. Oggi parliamo della fragranza dell’amicizia, dell’appartenenza e dell’ubbidienza.
La cultura di un popolo è l’atmosfera stessa nel quale vive. È tanto potente quanto impercettibile. Puoi avere i semi migliori, la squadra migliore, la visione migliore, ma senza la giusta atmosfera non realizzerai nulla.
Una riflessione sulle generazioni che vivono insieme la Chiesa. Raccontare e parlare del Signore, di ciò che ha fatto per noi, è seminare semi preziosi nelle generazioni future.
La cultura di un popolo è l’atmosfera stessa nel quale vive. È tanto potente quanto impercettibile. Come chiesa siamo chiamati a realizzare la cultura del Regno così da vivere la potenza del Regno.
Come pastori siamo costantemente impegnati a monitorare l’andamento della chiesa, perché è un corpo vivente e come tale è in continua crescita e in continuo cambiamento. Eppure, è sempre la stessa, la Sposa di Cristo!
Dio annuncia un nuovo tempo e promette di rendere la nostra vita fruttifera. Ogni promessa è uno squarcio sul futuro e una rivelazione del cuore di chi promette. E quando credi a una promessa, allora ti prepari. E noi, come chiesa, vogliamo prepararci. Scopriamo come farlo.
Uno dei concetti chiave del Vangelo di Marco per rivelarci l’identità di Gesù è quello del Regno di Dio, di autorità, di potenza. Gesù stesso ne parla continuamente e lo fa non perché fosse un’efficace metafora in un’epoca nella quale la forma di governo consueta fosse l’impero o la monarchia. Se Gesù predicasse oggi non muterebbe il messaggio e non parlerebbe di una nuova forma di democrazia. Parlerebbe ancora di Regno di Dio. Questo perché stava annunciando che finalmente il regno di Dio, l’azione di Dio, la manifestazione della Sua presenza, l’avanzamento della Sua azione si stavano per realizzare. Le promesse dell’Antico Testamento così tanto attese stavano per adempiersi.
Siamo chiamati a condividere noi stessi, la nostra storia, quello che abbiamo ricevuto, con il mondo, mostrando tutto il processo che ci ha portato e che ci porta da com’eravamo all’inizio fino alla vittoria, così facendo arricchiamo il corpo di Cristo e portiamo altre persone a Lui.
Quando Gesù ha detto: “Io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà mai più fame e chi crede in me non avrà mai più sete”, voleva dire che solo Lui avrebbe soddisfatto realmente la nostra fame e la nostra sete. Ma ha anche detto: “Guai a voi che siete sazi, perché avrete fame”. Gesù è il vero pane e una volta scoperto non cercheremo altrove. Ma è un pane quotidiano, da mangiare ogni giorno. Ma, ecco il segreto: Bisogna avere fame per mangiare.