Partendo da 1 Tessalonicesi 2:19-20, viene mostrato che la vera "corona" del credente non sono i risultati o i successi, ma le persone trasformate dalla grazia di Dio. Attraverso il simbolismo di una corona, di una rosa e di uno specchio, viene ripercorsa la storia della redenzione: dalla comunione perduta in Eden, alla ricerca di sicurezza in ciò che prende il posto di Dio, fino all'amore di Cristo che porta la corona di spine per ristabilire la comunione con Dio. Il messaggio si conclude con un invito a investire la propria vita nelle persone, perché sono l'unica realtà che avrà valore eterno davanti a Cristo.
Il tema centrale è lo “spudore” nell’adorazione: l’idea che adorare Dio senza vergogna, senza preoccuparsi di come apparirò, sia il segno di un cuore davvero rivolto a Lui. Il filo conduttore è l’immagine che riflettiamo come in uno specchio, se alla paura, alle preoccupazioni, agli idoli oppure verso di Lui.
Incoraggiati a prendere impegni concreti con Dio e con la chiesa.
Come un quadro ci rivela molto del suo autore, allo stesso modo la Creazione ci parla del Creatore. La Creazione vista non solo come mondo naturale, ma anche nell’aspetto culturale, relazionale, tecnologico… Affiniamo la nostra capacità di comprensione di questo linguaggio che è tutto intorno a noi.
L’avvedutezza è l’abilità di farsi trovare pronti nel momento che avvengono le cose importanti. Ed è un’abilità che possiamo formare giorno per giorno, nel cammino dell’ascolto e dell’ubbidienza.
Nei momenti di difficoltà pensiamo di essere soli, abbandonati, ma Gesù ci viene a cercare, tende la Sua mano verso di noi e ci ricorda che Lui è presente in ogni momento. Dio non si dimentica di noi e delle promesse che ha fatto.
Dare, seminare ed essere generosi non ti servono a molto se non sono affiancati da una buona gestione. Questo perchè la prosperità è questione di cuore, ma è anche questione di testa.
Abbondanza. Gesù è venuto per darci vita abbondante, piena, profonda. Ma la misura di questa vita la limitiamo noi quando ci avviciniamo a questa abbondanza con tutti i nostri limiti e precondizionamenti. È tempo di allargare la misura con la quale ci avviciniamo all’abbondanza della sua grazia.
Il regno di Dio non consiste in parole ma in potenza espressa dell'azione pratica della nostra fede
